PRIMA DELLA TRASFERTA…

 

E' un tipo di pendolarismo sicuramente anomalo quello del partecipante al Campionato Asia-Pacifico: tre/quattro giorni di viaggio tra andata e ritorno per stare a casa una decina di giorni. Sarebbe molto meglio fermarsi nell'altro emisfero e fare i turisti in servizio permanente: temo però che i miei colleghi in ufficio non capirebbero!!

Canberra sembra già molto lontana e ormai la mente è tutta proiettata alla Nuova Caledonia, nostra prossima destinazione. Eppure le emozioni non sono mancate in terra australiana: la gara ha delle prove molto belle su un'area estremamente raccolta e l'organizzazione è impeccabile. Ma più di tutto è stata emozionante la lotta col giovane Herridge, da molti considerato il nome nuovo del rallysmo australiano. Alla fine solo un piccolo secondo ci ha permesso di resistere al secondo posto di N e, ad aumentare la suspense, l'ultima prova l'abbiamo disputata uno contro l'altro sul bellissimo tracciato della prova spettacolo nel quartiere fieristico. Sì, decisamente non è stata una sfida per deboli di cuore!

L'interrogativo che più spesso mi sono sentito rivolgere dopo aver annunciato la mia partenza per la Nuova Caledonia è: "E dov'è?". Penso quindi che un piccolo ripassino di geografia faccia bene a tutti.

Destinazione Nuova Caledonia: piccolo pezzo di Francia sperduto nel Pacifico, a 18000 km da Parigi e a 2000 km dall’Australia; la classica isola tropicale da sogni mostruosamente proibiti. Come infatti ci siamo accorti al momento di fare le prenotazioni aeree, l'isola è anche una meta turistica molto ricercata… e se le foto che compaiono sul sito Internet della gara sono vere non faccio fatica a crederci. Se avete un PC sottomano e volete controllare digitate

Da un punto di vista squisitamente agonistico non si può non notare che è la prima volta che la Nuova Caledonia ospita una gara FIA e nessuno sa bene cosa aspettarsi per quanto riguarda il tipo di percorso. Gli organizzatori parlano di prove nell’interno e lungo il mare, in differenti zone dell’isola e quindi con caratteristiche molto varie. Un amico australiano che ha corso lì anni fa mi ha parlato di una gara molto dura, con prove nelle miniere di nickel, ma ha anche sostenuto che le strade dovrebbero essere migliorate. E lo spero vivamente: a Canberra, dove le prove sono piuttosto sabbiose, abbiamo bucato ben cinque gomme durante le ricognizioni… il che significa che non abbiamo quasi più gomme stradali da usare, mentre pensavamo di averne portate a sufficienza per le prime tre gare.

La gara si articola su tre tappe, come tutti gli appuntamenti del Campionato, con partenza e arrivo a Nouméa, capoluogo dell'isola; 20 le Prove Speciali, per complessivi 300 km.

Il parco partenti dovrebbe vedere al via un buon numero di piloti locali, qualche francese e i principali protagonisti del campionato, tra cui il malese Singh, che sarà sicuramente l'avversario principale per il titolo di gruppo N. Essendo una gara nuova per tutti i frequentatori del campionato è un'occasione per noi particolarmente favorevole. Vi faremo sapere com'è andata!

 

 

DOPO LA GARA

 

"40 con dossi… attenzione, al palo buca dosso destra 2 chiude" - i dossi che fanno saltare troppo la macchina, la destra 2 che si avvicina troppo velocemente, l'immancabile rumore di lamiere e dei 1300 kg della Mitsu che si posano per terra dalla parte sbagliata: fine delle trasmissioni dalla Nuova Caledonia.

Il botto che ci ha visto lasciare la gara mentre eravamo primi assoluti ci ha regalato una grande notorietà sull'isola: le immagini dell'incidente dall'elicottero e dal camera-car hanno aperto la pagina sportiva del tg dell'isola. Al momento di ripartire anche i doganieri ci hanno riconosciuto!

Nell'economia del campionato è stata proprio una pessima trasferta: Singh ha vinto il gruppo N e si è piazzato secondo assoluto, noi torniamo a casa con solo le briciole (3 punti bonus presi per aver vinto la prima tappa) e molti cocci. Nico si è pure rotto due costole… decisamente la prossima gara non si preannuncia facile: saremo costretti a correre con il muletto e la tenuta fisica del mio pilota resta un'incognita, anche se siamo ottimisti.

Il terzo appuntamento del campionato è in Nuova Zelanda; ho sempre sognato di andarci a correre, grazie ai tanti filmati di rally visti, e ora finalmente si parte: non posso davvero lamentarmi! Per la prima volta il Rally di Rotorua è valido per il Campionato Asia-Pacifico, fino all'anno scorso era la gara del mondiale a distribuire punti ma ora la FIA ha giustamente voluto dare alle prove del campionato una propria identità.

Le strade comunque sono quelle che ospitavano la gara maggiore fino a qualche anno fa: anche qua i percorsi concentrati hanno costretto a rinunciare a pezzi di storia. Il rally si apre con le prove di Motu, lunghe e difficili. Qualcuno forse ricorderà che Colin Mc Rae aveva costruito su queste strade le sue tre vittorie consecutive in Nuova Zelanda, dal 1993 al 1995.

Anche senza l'incidente in Nuova Caledonia quella di Rotorua sarebbe stata una gara davvero impegnativa: solo 16 PS (13 differenti) per un totale di 292 km, ricognizioni da effettuarsi in convoglio e con soli due passaggi, come nel Mondiale (nelle altre gare del campionato sono invece consentiti 3 passaggi). Inoltre i piloti locali, sebbene non famosi fuori dai loro confini, sono sempre degli avversari molto pericolosi e laggiù sono anche piuttosto numerosi.

Dispiace un po' lasciare quest'Italia che, seppur a fatica, sta entrando in estate per tuffarsi nel freddo inverno neozelandese, in cui la pioggia fa spesso compagnia e le gelate notturne sono frequenti. Per contro i paesaggi dovrebbero essere davvero incantevoli. Inoltre Rotorua è zona termale e ogni albergo ha la sua piscina calda alimentata dalle acque sulfuree… ci vorrà proprio un bel bagnetto rilassante la sera!

In ogni caso per ritemprarmi dalle fatiche e dal freddo mi concederò qualche giorno di vacanza in Australia al mare dopo la gara, prima di rituffarmi nell'atmosfera bollente del G8 che paralizzerà Genova a Luglio. A presto!